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CINEMA IS NOT DEAD. WE ARE.
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filmidee #6
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Un'edizione all'insegna della tradizione: poche le sorprese, numerose le delusioni, in un concorso dominato da un atteggiamento senile nei confronti di una società preda della paranoia e dell'ossessione.
Dopo la recente vittoria, Apichatpong Weerasethakul presenta fuori concorso Mekong Hotel: documentario, film di fantasmi, work in progress? Poco importa per un cineasta che sa tingere d'incanto il semplice naturalismo.
Giunto al suo terzo film, il giovanissimo Xavier Dolan convince anche i più scettici. Il vitale e dolente Laurence Anyways è uno dei film più sorprendenti visti in Un certain regard quest'anno a Cannes.
Relegato in Un certain regard, A Perdre la raison di Joachim Lafosse è una tragedia dei nostri giorni, che denuncia una società macchiata dal colonialismo e succube della mercificazione. Con un'intesa Medea/Emilie Dequenne.
Dopo Tony Manero e Post Mortem, Larrain mette tutti d'accordo con l'ultimo capitolo della trilogia sulla dittatura cilena: il referendum per deporre Pinochet in un film dal calibrato rigore stilistico.
Beasts of the Southern Wild di Benh Zeitlin: dopo aver trionfato al Sundance conquista anche il pubblico di Cannes. Il post Katrina nello sguardo e nel racconto di una ragazzina che non conosce il concetto di resa.
Girato per intero a bordo di un autobus, The We and the I di Michel Gondry sorprende per freschezza e ritmo. Una caleidoscopica commedia umana di volti e sentimenti che racconta l'adolescenza con tenerezza e partecipazione.
11.25: The Day Mishima Chose His Own Fate di Wakamatsu Kōji è la seconda parte di un ideale dittico cominciato da United Red Army sul tentato colpo di stato dello scrittore e il suo successivo suicidio.
Vincitore della Palma d'Oro, Amour di Haneke è un film lontano dall'estetica sovraccarica amata dai giovani cinefili. Proprio nel potente fuoricampo risiede la forza narrativa dell'angoscia che ci attanaglia.
Il Manifesto di Oberhausen compie cinquant'anni: in un'epoca lontana dallo spirito che lo ha animato, si ritorna su un testo fondamentale per la storia del cinema e le sue trasformazioni. Segnale di un bisogno di confronto, forse smarrito.
Al Far East Festival ci si concentra sugli anni Settanta, un momento storico sanguinario che vede crollare l'industria cinematografica locale. I residui o i nuovi inizi sono portatori di un cinema onnivoro e spregiudicato.
All'interno della rassegna "A nous la vie", organizzata da Federico Rossin al Cinema du Reel di Parigi, due film indipendenti sul valore politico della parola. Filmato durante un convegno di antipschiatria a Milano.
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