ZANA

Carlotta Centonze

Con sguardo lucido, a metà tra empatia e distacco, l'esordio della filmmaker kosovara Antoneta Kastrati costruisce una riflessione sul tormento della sopravvivenza e sull'omertà dei vivi, in cui le immagini perdute e ritrovate della protagonista diventano il simbolo di una lotta contro l’oblio: il cinema offre così uno spazio di elaborazione e, forse, anche di cura.

FOR SAMA

Davide Perego

La camera di Waad al Kateab filma ogni momento, per l'intera durata dell'assedio ad Aleppo: morte e vita si intrecciano in un documento unico che apre gli occhi sulla realtà di una guerra del nostro tempo, e diventa un inno alla libertà e alla speranza.

THE FAREWELL

Giulia Bona

Nata in Cina ma cresciuta in America, la regista Lulu Wang riversa la sua esperienza in una storia semi-autobiografica. Il suo secondo lungometraggio è il delicato racconto di una famiglia che si riunisce grazie a una bugia buona.

UNCUT GEMS

Emanuele Sacchi

Disponibile su Netflix, il nuovo film di Josh e Benny Safdie è un viaggio a rotta di collo nel cuore di un caos senza ritorno, dove il senso di comunione quasi soprannaturale con il denaro si innesta sulla patologica incapacità di trattenerlo, secondo un gioco di continua trasformazione e (auto)distruzione.

1917

Leonardo Strano

Declinando l'immagine attraverso un asservimento incondizionato alla sensazione, con 1917 Sam Mendes compone un affresco della guerra che priva il cinema della sua capacità resistenziale, riducendo il linguaggio a mero dato quantitativo, in un esercizio di stile magniloquente e vuoto.

LA RAGAZZA D’AUTUNNO

Mario Blaconà

Andando al di là di ciò che semplicemente si vede, con il suo secondo lungometraggio Kantemir Balagov riesce a conferire all’immagine una purezza assoluta, mostrando quelle differenze che intercorrono tra apparenza e senso e rendendo chiaro che solo annullandole può essere possibile giungere al nucleo delle cose.

RITRATTO DELLA GIOVANE
IN FIAMME

Francesca Monti

Premiato a Cannes 72, il nuovo film di Céline Sciamma è un liberatorio salto nel vuoto che abbandona la periferia dei nostri giorni per immergerci in un passato dai contorni sfumati, venato di rarefatto desiderio.

DIO È DONNA
E IL SUO NOME È PETRUNYA

Giulia Bona

Una stortura sconvolge le fondamenta di una società patriarcale e maschilista: il suo nome è Petrunya ed è la donna che la regista macedone Teona Strugar Mitevska elegge a inusuale eroina nella sua commedia brillante femminista.

IL PARADISO
PROBABILMENTE

Leonardo Strano

Cercando un controcampo della crisi israeliano-palestinese, il nuovo film di Elia Suleiman squaderna la cultura occidentale fondata sul senso della vista, rilevando lo scollamento ormai globalizzato tra vedente e sguardo, in un contesto dove nessuno sembra ormai padrone di una libera prospettiva.

GLI INDOCILI

Davide Perego

Il primo film di Ana Shametaj offre una riflessione sul rapporto fra cinema e teatro, linguaggio performativo e documentario. Un silenzioso grido di rivolta.