VENEZIA 76:
EMA

Alessandro Stellino

Con Ema, Pablo Larraín partecipa di una specifica tendenza del cinema contemporaneo, fatta di film configurati come aule processuali all’interno dei quali tanto i personaggi quanto gli spettatori vengono chiamati al banco senza poter testimoniare, ma solo per essere accusati.

VENEZIA 76: J’ACCUSE

Acuto e spietato, Polanski confeziona un film classico di altissimo livello: pacato nella ricostruzione storica, fantasmatico nel descrivere le pieghe del sistema, lucido e vibrante nella parte finale. Contemporaneo nel mettere in guardia contro gli abusi del potere.

VENEZIA 76:
AD ASTRA

Alessandro Stellino

Cinematograficamente stupefacente, Ad Astra è il film che dimostra una volta per tutte le qualità registiche di Gray, andando a comporre con Civiltà perduta un dittico di grande ambizione sui figli alla ricerca dei sogni paterni, uno oltre i confini del mondo, l’altro oltre quelli dello spazio

VENEZIA 76:
MARRIAGE STORY

Daniela Persico

Noah Baumbach torna ai temi de Il calamaro e la balena, ma insieme a lui è cresciuta anche la sua idea di cinema. E ora sa come guardare i suoi personaggi.

VENEZIA 76:
SOLE

Daniela Persico

Il più bell’esordio del cinema italiano degli ultimi anni, Sole di Carlo Sironi – presentato nella sezione Orizzonti di Venezia76 – è il ritratto di una generazione derubata dei propri desideri.

LOCARNO 72:
L’ESPERIENZA
DELL’UMANO

Luciano Barisone, Carlotta Centonze

In Non è sogno, la volontà di Cioni di costruire un’immagine attraverso le parole e i volti di un gruppo di detenuti rinvia al filmare il visibile per captare ciò che non lo è; in Cineasti del presente, Here for life si presenta come un inno alla vita contro l'oppressione della società occidentale; nel Concorso Internazionale Cat in the Wall racconta un microcosmo testimone di un'Inghilterra post Brexit attraversata da xenofobia e diffidenza.

LOCARNO 72:
FUORI DALLA
MIA LUCE

Davide Perego, Mario Blaconà, Luciano Barisone

Nel Concorso Internazionale Vitalina Varela di Pedro Costa colpisce per lo studio di corpi addolorati che emergono dall'oscurità, mentre in Cineasti del presente Oroslan di Matjaž Ivanišin punta sulla scomposizione drammaturgica per raccontare una vita comune, e L’île aux oiseaux di Maya Kosa e Sergio Da Costa studia i tempi e gli spazi filmici verso l'essenza intima del reale.

LOCARNO 72:
L’INFINITA NOTTE
DELLA STORIA

Marco Longo, Carlotta Centonze, Davide Perego

Dal Concorso Internazionale Longa Noite di Eloy Enciso riflette sull'eredità della Spagna franchista, mentre O fim do Mundo di Basil Da Cunha racconta il futuro dei giovani nello slum di Lisbona; in Cineasti del presente Overseas di Sung-A Yoon esplora la vita di alcune colf filippine all'interno di una casa-scuola.

LOCARNO 72:
IL GESTO
E IL TEMPO

Marco Longo, Carlotta Centonze

Dal Concorso Internazionale, Les Enfants d'Isadora di Damien Manivel interroga la danza in rapporto all'intimità del dolore e del tempo, mentre in Cineasti del presente, Ivana the Terrible di Ivana Mladenovic affronta in chiave tragicomica la riconciliazione con il mondo d'origine, tra autobiografia e finzione.

LOCARNO 72:
INSIEME TRA
LE IMMAGINI

Marco Longo, Mario Blaconà, Davide Perego

Nella sezione Moving Ahead, Un film dramatique di Eric Baudelaire è il magnifico esito di una corrispondenza creativa con gli studenti di una scuola media a Sant-Denis; in Cineasti del presente The Tree House colpisce per la tensione teorica della sua meditazione su vita, memoria e immagine, mentre nel Concorso Internazionale Yokogao di Koji Fukada contrappone individuo e società in uno spietato gioco al massacro.