Caleidoscopio di personaggi e situazioni ai limiti dell’assurdo è l’universo grottesco di Quentin Dupieux, con Wrong al suo terzo lavoro in quanto regista. Fin dalla prima sequenza, in cui un gruppo di pompieri osserva passivamente un auto in fiamme mentre uno di loro defeca pubblicamente di fronte ai colleghi, ci si rende conto che something is wrong. A suggellare la sensazione ci pensa la lancetta dell’orologio che scatta dalla 10.59 alle 10.60. 

È mattina presto quando il cinofilo Dolph scopre che Paul, il suo amato cane, è scomparso. Inizia così una perigliosa ricerca in cui tutto ciò che accade è irragionevolmente senza senso logico. La bolla di tranquillità che avvolge il quartiere di Dolph viene scardinata da un turbine di avvenimenti concatenati a questa strana scomparsa: un big brother dal nome Mr Chang sembra seguire tutte le mosse del personaggio, prigioniero in un labirinto degno di un imbizzarrito The Truman Show
 
Dupieux, dopo aver preso in giro con Steak le neo-ossessioni della chirurgia estetica e dei lifting; dopo averci parlato degli spettatori, della nuova Hollywood e della rivincita dei produttori indipendenti nel road horror movie Rubber, approda a una commedia grottesca che mette in scena i disagi della cittadinanza contemporanea e i nuovi mostri della società. In Wrong tutti parlano senza realmente comprendersi. Nuovi ciarlatani del sapere come Mr Chang predicano religioni cinofile rapendo animali domestici con l’intento di aprire gli occhi agli uomini sul loro modo di agire. Giovani mogli sono pronte a mollare tutto ed attaccarsi a ragazzi incontrati su una linea telefonica per ordinare una pizza. Paranoici vicini di casa in piena crisi d’identità scappano per lasciare il ricordo di una vita negli anonimi sobborghi di Los Angeles. In questa analisi antropologica, surreale ma rivelatrice, non è escluso il mondo del lavoro: Dolph continua a tornare in ufficio nonostante sia stato licenziato da tre mesi,  disposto a sottostare a condizioni di meteorologico/patiche devastanti. Perfette periferie tranquille in cui si nascondono inquietanti progetti di megalomani in cerca di rubare momenti veri. Cannibali di emozioni pronti ricreare minuziosamente situazioni in cui possa scorrere qualcosa di vero, come l’amore.
 
L’uso ancora di una volta di una camera leggera in digitale premette a Mr Oizo feat Quentin Dupieux di ricreare un universo pulito nelle inquadrature, sempre pronte a svelare particolari suggestivi e inaspettati. Le battute tanto ironiche quanto ciniche fanno di Wrong un testo potenzialmente perfetto per un adattamento di un racconto di Diogene. È noto che il filosofo greco, definito in maniera dispregiativa dai corinzi cinico (da kynikos, l'aggettivo derivante da kyon, cane), abbia scelto di considerarlo un elogio in quanto ammiratore dei comportamenti canini: veri esempi di comportamento, lontani dall’ipocrisia e dall’artificialità a cui erano abituati gli uomini. Per il filosofo, la vita randagia del cane è quella a cui tutti gli uomini dovrebbero far riferimento e anelare; lo stesso sembra pensare Dupieux, erigendo a modello di libertà l’attaccamento di un uomo per  il suo cane. Paul è l'unico reale amico e ragione di vita di un uomo, paria in un mondo imprigionato nei suoi codici comportamentali ai limiti della comprensione. Una personale visione del mondo con la giusta dose di cinismo senza mai “mordersi la coda”.  Il tutto accompagnato dall'universo sonoro degno di una delle sue migliori performance da deejay registrata insieme all’artista Tahiti Boy (la colonna sonora ovviamente già in vendita in LP).
 
Wrong, regia di Quentin Dupieux, USA 2012, 94'.