SCARPETTE
ROSSO SANGUE

A Venezia 75, l'ambizioso e visionario Suspiria di Guadagnino divide il pubblico. Il concorso continua con la rievocazione storica di Peterloo di Mike Leigh, mentre nelle Giornate degli autori arriva Lafosse con Continuer.

LE DOPPIE VITE
DEGLI ALTRI

Alla terza giornata, il Concorso di Venezia 75 si conferma di buon livello con il western a episodi dei fratelli Coen e la divertita ricognizione sull'amore ai tempi del digitale di Assayas. Tra i corti di Orizzonti spicca lo scavo tra le viscere di Milano di D'Anolfi e Parenti.

IL CORPO DELLA MEMORIA

La seconda giornata di Venezia 75 schiera in concorso l'eccellente Roma di Alfonso Cuarón, già tra i favoriti al Leone d'Oro, e l'affilato The Favourite di Yorgos Lanthimos. Convince meno il raggelato The Mountain dell'americano Rick Alverson.

NOSTALGIA
DEL FUTURO

La 75ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia si apre con l'atteso First Man di Damien Chazelle, un viaggio sulla Luna non totalmente a fuoco, mentre nelle Giornate degli Autori l'onore tocca a Rithy Panh, che porta il proprio cinema verso nuovi territori di rivelazione.

LECH KOWALSKI

Nato a Londra e si è trasferito giovanissimo a New York dove ha frequentato la School of Visual Arts prima di dedicarsi al cinema. I suoi film sono stati presentati ai maggiori festival internazionali, tra cui Cannes, Locarno, Berlino e Venezia. Retrospettive a lui dedicate hanno avuto luogo alla Cinématèque Française di Parigi, al Docs Forum di Città del Messico e all'Infinity Festival di Alba.

F.J. OSSANG

Cineasta, musicista e romanziere, Ossang è uno dei registi più visionari del panorama contemporaneo, capace di rielaborare in un universo originalissimo e personale echi delle avanguardie russe e dell’espressionismo tedesco, nello spirito delle scorribande cinematografiche dei surrealisti. I suoi film sono stati presentati nei festival di Cannes, Venezia e Locarno.

BERTRAND MANDICO

Autore visionario, Mandico ha firmato Les Garçons sauvages (2018), uno dei film più straordinari degli ultimi anni. Da sempre alla ricerca di mondi cinematografici inesplorati, il regista rievoca ombre del passato con uno stile selvaggiamente viscerale, in cui i fantasmi di Vigo, Fassbinder, Cocteau, Anger e Borowczyk convivono con le atmosfere dei romanzi di Verne, Stevenson e Kipling.

CANNES 71:
LE NOSTRE PALME

A Festival concluso e con un palmares ufficiale meno discutibile di altre edizioni (Palma d'Oro a Shoplifters di Hirokazu Kore'da), ecco le preferenze dei collaboratori di Filmidee.

CANNES 71:
CINEFILIA MALEDETTA

Tra gli ultimi film in concorso, Un Couteau dans le coeur di Yann Gonzalez è un omaggio al cinema di genere italiano degli anni '80, mentre Ayka di Sergey Dvortsevoy guarda ai Dardenne e a Brillante Mendoza nel raccontare il calvario di una giovane rifugiata kirghisa a Mosca.

CANNES 71:
CANE DI PAGLIA

Con Dogman Matteo Garrone gioca coi generi e illumina le sfumature più irriducibili dei rapporti di forza. Colpisce il suggestivo In My Room di Ulrich Köhler in Un Certain Regard, mentre nella Quinzaine si distingue Mohamed Ben Attia con il suo Dear Son.