MALMKROG

Mario Blaconà

Opera fluviale e testimone definitivo della teleologia stilistica di Puiu, Malmkrog rivela oltre ogni ragionevole dubbio la fine della narrazione come elemento in grado di arrivare fino al nucleo degli eventi, perché compromessa dalla fine ormai totale degli ultimi residui di un modernismo progressivo che si è dimostrato negli anni poco più che una pia illusione.

VEVER
(FOR BARBARA)

Vanessa Mangiavacca

Guardando Vever (for Barbara) viene in mente la parola abbandono nelle sue plurime accezioni: abbandono inteso come lasciarsi andare a suggestioni e connessioni, abbandono materiale di immagini di un film mai realizzato e abbandono di una modalità prestabilita di fare cinema antropologico a favore di un’immersione totale con le persone e le popolazioni filmate.

ADOLESCENTES

Giulia Bona

Sébastien Lifshitz riprende la vita quotidiana delle amiche Emma e Anaïs seguendole dai 13 ai 18 anni, e ribalta la narrativa tradizionale del coming of age lasciando che siano i volti e corpi delle due protagoniste a raccontare cosa voglia dire essere adolescenti oggi.

GUNDA

Martina Scalini

Nel suo ultimo documentario Kossakovsky vuole apertamente scoperchiare l’argomento del mancato rapporto tra umano e animale rendendolo visibile allo spettatore, invitandolo a essere presente e a prendere una posizione. Per questo Gunda è un film fortemente politico, il cui messaggio, mai esplicitato, è chiaro e ci fissa da subito negli occhi.

GLI EROI NON
MUOIONO MAI

Alice Michielon

Distribuito sulle piattaforme in streaming su iniziativa del My French Film Festival, il lungometraggio d'esordio di Aude Léa Rapin corteggia il mockumentary nel tentativo di raccontare il peso della perdita e la ricerca della propria identità, tra i fantasmi del conflitto bosniaco.

SHIRLEY

Vanessa Mangiavacca

In Shirley Josephine Decker ripercorre gli stessi schemi semiotici e i medesimi afflati adottati da Shirley Jackson nelle sue opere. Il suo è il film a cui poter fare riferimento per il ripensamento del biopic, un genere che poco spesso cerca di superare i propri limiti.

MALCOLM & MARIE

Lea Pedri Stocco

L'ultimo film di Sam Levinson esplora le dinamiche intrinseche e misteriose di una relazione, muovendosi tra invisibile e dichiarato e misurando le distanze della macchina da presa per osservare i due amanti senza giudicare e intromettersi.

THE WOMAN WHO RAN

Davide Perego

Più che una dichiarazione d'intenti, il cinema di Hong Sang-soo assomiglia a un invito a casa di un'amica, sorseggiando tè e pensando assieme a quanto vola il tempo senza accorgersene. Come accade non a caso anche in The Woman Who Ran, in cui il sottotesto coincide perfettamente con la trama.

LE SEL DES LARMES

Vanessa Mangiavacca

Con Le sel des larmes Garrel filma ancora una volta le alte solitudini dell’esistenza attraverso un racconto volutamente monocorde che riesce a svelare la finitezza e l’irrisorietà dell’essere umano, evidenziandone così la profonda incapacità di governare la realtà, tra il desiderio e l’impossibilità del suo soddisfacimento.

IL RE DI STATEN ISLAND

Emiliano Dal Toso

Il Re di Staten Island rappresenta il primo vero film di rottura nella filmografia di Apatow, che tralascia i dettami del film comico demenziale e mette in scena una storia che possiede la statura della commedia americana più poetica e struggente.