Dopo la proiezione di Le Bois dont les rêves sont faits, fuori concorso all’edizione del 2016, il Sicilia Queer Filmfest ha organizzato un workshop che sarà condotto dalla regista Claire Simon e, a un paio di giorni dall’inizio delle attività, è stato presentato il suo ultimo lungometraggio. Le Concours, vincitore del Premio Venezia Classici per il miglior documentario sul cinema nel 2016, segue il travagliato processo di selezione a La Fémis, celebre grande école di cinema parigina.

L’ultimo lavoro di Claire Simon può dunque definirsi, utilizzando le sue stesse parole, un «film antropologico» che cerca di riflettere sulle modalità di selezione impiegate da personaggi più o meno noti della cinematografia francese (ad esempio, una delle commissioni è composta, tra gli altri, da Olivier Ducastel e Laetitia Masson) e sulle aspettative degli aspiranti futuri professionisti del cinema.

A differenza del viaggio ammaliante nei meandri del Bois de Vincennes, Le Concours è un’opera in cui si filma la fauna umana che popola un’istituzione pubblica o che in essa si trova soltanto di passaggio. La macchina da presa si muove sapientemente, lasciando trasparire la profonda conoscenza della regista dei meccanismi interni alla scuola, presso la quale ha insegnato per un decennio, fino al 2013. Ed è, infatti, proprio questa consapevolezza che, essendo maturata fuori campo, valorizza il perimetro delle inquadrature, entro il quale si mostrano non solo le performance dei candidati e delle commissioni, ma si percepisce, costante, la partecipazione silenziosa della regista. Il documentario si muove quindi incontestabilmente nel solco della lezione wisemaniana che traluce nelle scelte ritmiche e di montaggio, nell’apparente semplicità d’inserimento nel discorso attraverso cui la cineasta sembra evaporare, mentre, invece, raggiunge l’apice della partecipazione. Ad ogni modo, la presenza fantasmatica – in questo caso rimarcata da un giovane appassionato di animazione – rimane un tratto distintivo del cinema “anulare” di Simon, oscillante tra molteplici reali che coesistono e stordiscono lo spettatore nel loro attivarsi/attuarsi virtuale.

Per Claire Simon il cinema è sempre “partecipato”, riconducibile a un «gesto» (inteso come il movimento alla base di ogni pratica artistica), a un «engagement poetico, politico»[1], senza per questo essere inquisitorio e sussiegoso come certo cinema d’inchiesta.

L’opera si focalizza sul contrasto generazionale che emerge nell’incontro fra nuove e vecchie leve, candidati e professionisti affermati ai quali è affidato il compito di rinverdire l’élite artistica del paese. Com’è evidente già a partire dalla prima prova scritta, alla quale prendono parte più di mille candidati, i giudizi unanimi sono però piuttosto rari. Aprendosi a una riflessione universale, Claire Simon s’interroga sul sistema della selezione meritocratica – cui è sottesa l’emissione di un giudizio insindacabile –, alla quale si fa costantemente riferimento nella società contemporanea. Le commissioni cercano dunque di valutare l’entità del «désir de la jeunesse»[2], soppesando gli esiti delle prove, le capacità comunicative, l’entusiasmo, l’originalità e, altresì, l’adattabilità al milieu accademico; argomento, quest’ultimo, che accende una delle discussioni più frastornanti e divertenti del film. Il giudizio, spiega Kant, è una facoltà intermedia fra il conoscere e il desiderare, l’intelletto e la ragione. Pertanto, esso non può che innescare un’azione etica della quale però s’inizia subito a dubitare. L’individualità, incespicante o impetuosa che sia, nelle sue infinite modulazioni, deve rientrare entro certi canoni che, pur non potendo sempre risultare inflessibili, devono comunque ambire a esserlo. Non resta che aprire e chiudere il film alla stessa maniera, con una plongée sul vialetto d’ingresso della scuola, e sospendere il giudizio…

[1] Entretien avec Claire Simon: Un état du monde… et du cinéma https://blogs.mediapart.fr/forum-des-images/blog/060217/entretien-claire-simon-dans-notre-web-magazine-un-etat-du-monde-et-du-cinema (consultato il 31 maggio 2017).

[2] AA. VV., Le film de la semaine: “Le Concours”, raconté par sa réalisatrice Claire Simon http://www.telerama.fr/cinema/le-film-de-la-semaine-le-concours-raconte-par-sa-realisatrice-claire-simon,153825.php (consultato il 31 maggio 2017).