MY HOME IN LIBYA

Brigitta Loconte

Il documentario di Martina Melilli è l’espressione concreta di un desiderio, la costruzione di un albero genealogico di memorie che supera i confini dell’esperienza familiare per diventare racconto di sé e del presente libico.

DERIVE DIGITALI,
GIARDINI ANALOGICI

Tommaso Isabella

Parsi di Eduardo Williams e Mariano Blatt, e Rasendes Grün mit Pferden di Ute Aurand, presentati all'interno della sezione Forum dell'ultima Berlinale, nella loro apparente distanza formale, sono una conferma della biodiversità che ancora germoglia nel cinema.

I MAGNIFICI 10: MIGUEL GOMES

Abbiamo chiesto a 10 tra i più importanti registi contemporanei di indicarci altrettanti film che ne hanno segnato l'amore per il cinema e il percorso professionale. Cominciamo con il regista di Tabu e Arabian Nights, che ha scompaginato le carte giocando al rilancio.

IN LIBERO
ESILIO

Giona A. Nazzaro

Premiato con l'Orso d'oro all'ultimo Festival di Berlino, Synonymes di Nadav Lapid è un film radicale sulla nozione di alterità ed esilio, che rivendica con furore il diritto di asilo a un paese che non esiste, se non come insieme di desideri e possibilità: il cinema.

UNA NOTTE DI 12 ANNI

Giulia Bona

Il regista uruguaiano Álvaro Brechner ripercorre uno dei periodi più bui della storia del suo paese in un film che, pur con calcolata medietas, si spinge a raccontare l'assoluta necessità della resilienza.

CONTRO
DAVID

Daniela Persico

Nonostante le preziose innovazioni alla formula e l'importante presenza di Alice Rohrwacher tra le nomination principali, i David di Donatello si confermano premi di sistema, parzialmente ciechi nei confronti del rinnovamento in corso nel cinema italiano.

LA PARANZA DEI BAMBINI

Francesco Giai Via

Con il suo nuovo film, presentato in concorso alla Berlinale e ora nelle nostre sale, Giovannesi porta a compimento un percorso iniziato nel 2009 con il documentario Fratelli d’Italia, per poi restare sempre a stretto contatto con l’adolescenza e i suoi processi di dolorosa maturazione.

IFFR 2019: CARTOGRAFIE INTERIORI

Marco Longo

Presentato nella sezione Perspectives dell'International Film Festival Rotterdam dopo le selezioni al FIDMarseille e al Beijing International Short Film Festival, J di Gaetano Liberti, allievo di Béla Tarr, è un film misterioso e seducente, un viaggio ellittico negli anfratti percettivi della solitudine e delle relazioni.

LA FAVORITA

Dario Gigante

Viaggio nelle profondità oscure dell'animo umano ed ennesima incursione nella mistificazione del vero, il film di Yorgos Lanthimos, pur avvalendosi della consulenza drammaturgica di collaboratori inconsueti, è un'apoteosi di temi e stilemi dell'autore.

IL GIOCO DELLE COPPIE

Leonardo Strano

Firmando un film di idee e dialoghi, Olivier Assayas costringe lo stato intellegibile dei pensieri dentro ai corpi e ragiona in questo modo sulla differenza tra analogico e digitale che attanaglia il contemporaneo.