HONEY BOY

Carlotta Centonze

Scritto da Shia LaBeouf sulla base della sua travagliata esperienza da child actor, il film di Alma Har’el è una lirica del dolore e del suo potere trasformativo, che rifugge ogni retorica e patetismo abbracciando, in tutte le sue possibili tensioni, il lato più umano del rapporto tra un padre e un figlio.

CATTIVE ACQUE

Filippo Tentori

In una ricostruzione cronachistica precisa e tesa, ma criticamente fragile, il legal thriller di Todd Haynes mostra di rifuggire la complessità assecondando la tendenza contemporanea ad accusare invece di compiere sforzi autoriflessivi.

ALICE E IL SINDACO

Marco Longo

Rohmeriano nello spirito e raffinato nella costruzione, il secondo lungometraggio del francese Nicolas Pariser conferma l'autore tra gli sguardi più spiccatamente politici della sua generazione, offrendo uno spaccato intergenerazionale sulla crisi civica del contemporaneo.

ZANA

Carlotta Centonze

Con sguardo lucido, a metà tra empatia e distacco, l'esordio della filmmaker kosovara Antoneta Kastrati costruisce una riflessione sul tormento della sopravvivenza e sull'omertà dei vivi, in cui le immagini perdute e ritrovate della protagonista diventano il simbolo di una lotta contro l’oblio: il cinema offre così uno spazio di elaborazione e, forse, anche di cura.

UNCUT GEMS

Emanuele Sacchi

Disponibile su Netflix, il nuovo film di Josh e Benny Safdie è un viaggio a rotta di collo nel cuore di un caos senza ritorno, dove il senso di comunione quasi soprannaturale con il denaro si innesta sulla patologica incapacità di trattenerlo, secondo un gioco di continua trasformazione e (auto)distruzione.

MIDSOMMAR

Giulia Bona

Una fitta simbologia riveste il secondo lungometraggio di Ari Aster, simile un rituale che si mostra in tutta la sua follia creatrice alla luce di un sole che non tramonta mai, nel contesto idilliaco e disturbante di una comunità pagana in Svezia.

FIORE GEMELLO

Filippo Tentori

Al centro dell’opera seconda di Laura Luchetti sta la necessità di condividere una disposizione affettiva che trascenda la semplice solidarietà, virando piuttosto verso la consapevolezza del proprio e altrui sentire.

NORMAL

Leonardo Strano

Il film di Adele Tulli si contraddistingue per la qualità del punto di vista sui codici e dispositivi di genere: attraverso un uso specifico e congiunto dell’inquadratura e del montaggio, il suo documentario esamina senza didascalismi la realtà della normatività e la normatività della realtà.

DOLOR Y GLORIA

Dario Gigante

Ritratto dell'artista da vecchio: Almodóvar pizzica le corde dello struggimento, rivelandosi, tra auto-fiction e metacinema, in un disarmante melodramma della memoria.

IL TRADITORE

Marco Longo

Ripercorrendo la vicenda di Tommaso Buscetta, il nuovo film di Marco Bellocchio – unico italiano in concorso a Cannes – ritrae tra slanci visionari e qualche caduta di stile una figura prigioniera del proprio ruolo, al centro di un pirandelliano gioco delle parti che è sintesi tagliente delle contraddizioni irrisolte di un paese.