VEGAN ANALOGUE FILM

Nel 2019 le registe Esther Urlus e Josephine Ahnelt hanno deciso di creare un negativo vegan in bianco e nero 16mm fatto a mano, che risulta di fatto come il primo film a base vegetale nella storia del cinema, Vegan Analogue Film. Dopo numerosi tentativi sono riuscite a produrre un’immagine. Abbiamo chiesto a Esther e Josephine cosa le ha spinte a portare avanti questo esperimento e quali implicazioni pratiche e teoriche questo possa a vere per il futuro della pellicola.

BERLINALE 71:
WHEEL OF FORTUNE AND FANTASY

Mario Blaconà

L'ultima opera di Ryusuke Hamaguchi raccoglie le istanze espressive più significative di un certo cinema realista giapponese e le rielabora attraverso alcuni giochi drammaturgici tipici della commedia degli equivoci, con lo scopo di sabotare alcuni meccanismi di condizionamento di genere che tutt’oggi affliggono la solo apparentemente evoluta cultura nipponica contemporanea.

TRIESTE 32:
L’ULTIMO VIAGGIO

Carlotta Centonze, Mario Blaconà

In I Never Cry Piotr Domalewski torna a trattare l’argomento della migrazione economica attraverso lo sguardo rabbioso e tenero di una ragazza che cerca di farsi strada mentre affronta un lutto, mentre con In Between Dying Hilal Baydarov tra le pieghe di un viaggio improbabile mette in scena un cinema libero, che si nutre di poesia e non ha paura a dichiararlo.

I FILM PIÙ ATTESI
DEL 2021

Alessandro Stellino, Mario Blaconà

Una selezione di tredici film di alcuni tra gli autori più acclamati dell'ultimo decennio, che vedranno la luce verosimilmente tra maggio e settembre di questo 2021, con il rilancio dei principali festival internazionali dopo la sospensione a causa della pandemia.

10 IMPERDIBILI
IN HOME VIDEO

Daniela Persico, Alessandro Stellino, Mario Blaconà, Marco Longo, Leonardo Strano, Emanuele Sacchi, Francesca Monti, Stefano Locati, Carlotta Centzone, Vanessa Mangiavacca

Sono finalmente disponibili sul mercato italiano classici e film da riscoprire a lungo introvabili: da La trilogia umana di Kobayashi a Morgan matto da legare di Reisz e Taking Off di Forman, passando per America, America dove vai di Wexler e Gli amici di Georgia di Arthur Penn.

30 70 DOC FEST:
LA DIMENSIONE DELL’UTOPIA

Leonardo Strano, Mario Blaconà, Marco Longo

In Transit Circle Stephan Knauss mette in scena l'utopia dell'Oriente post industriale; in The Choice Gu Xue incorpora in una riunione di famiglia le idiosincrasie della Cina contemporanea; in Den Geniale Epoke Natalia Ciepiel alla morte del padre riflette sul fantasma di un’assenza ineludibile.

30 70 DOC FEST:
LA LOTTA CONTRO LA FORMA

Leonardo Strano, Mario Blaconà

In Birthday Hilal Baydarov racconta la solitudine di una donna tramite un’armatura visiva molto pensata; in Bègue Olivier Duval riprende la vita di un ragazzo con un disturbo del linguaggio rincorrendo un'idea di cinema come puro specchio del reale; in Laguna Negra Felipe Esparza nel filmare le vicende di una comunità andina rende la natura un personaggio vero e proprio del film

FILMMAKER 40:
EL AÑO DEL
DESCUBRIMIENTO

Mario Blaconà

L'opera di Luis López Carrasco assume lo spessore di un vero e proprio processo rivoluzionario, ricercando uno sguardo che riesca a rintracciare l’origine del disagio della classe operaia spagnola attraverso una messa in scena atta a spostare l’occhio dello spettatore sull’importanza del tema, piuttosto che sulla bellezza, spesso fuorviante, dell’inquadratura.

TORINO 38:
RESISTERE NON SERVE A NIENTE

Mario Blaconà, Davide Perego

Con Il buco in testa Antonio Capuano colloca il dolore della sua protagonista all’interno di quel pessimismo attivo che è rimasto l’unico modo per resistere, mentre in Suole di vento, storie di Goffredo Fofi, Felice Pesoli ricostruisce la vita di uno dei più grandi intellettuali italiani attraverso il decorso del Novecento.

POPOLI 61:
24 RICORDI AL SECONDO

Mario Blaconà, Marco Longo, Vanessa Mangiavacca

Con Dans la maison Karima Saïdi ripercorre i ricordi di una vita immortalando la madre malata in malinconici fermo immagine; Medium di Edgardo Cozarinsky è un raffinato riflesso del personale approdo alla musica della pianista Margarita Fernández; il corto Apiyemiyekî? di Ana Vaz rievoca un'energia ancestrale, soffocata con gli anni dai soprusi del colonialismo.