MADAME HYDE

Silvia Nugara

Nel film di Serge Bozon, un fulmine colpisce un’insegnante di scienze noiosa e vessata liberando energie esplosive, scariche incendiarie che non possono lasciare indenni. Raccontato con umorismo grottesco e surreale, un apologo sul potere trasformativo della relazione pedagogica.

ITINERANZE TRANSIDENTITARIE

Silvia Nugara

Una riflessione sulla rappresentazione mediatica e artistica della comunità trans, tra l'appropriazione della sua cultura e l'immagine che il gruppo rappresentato recepisce di se stesso. La possibilità di raccontare soggettività minoritarie e il rischio di una visibilità “a doppio taglio”.

L’ALTRA FACCIA
DELLA SPERANZA

Silvia Nugara

Premiato a Berlino per la miglior regia, Kaurismäki rilancia la propria riflessione sulle migrazioni in Europa: nel suo cinema non esiste ottimismo che non sia in contatto con la realtà, e non c’è realtà senza dimensione luttuosa.

PERDERE IL CONTROLLO

Silvia Nugara

Una ricognizione della sessualità nel cinema queer contemporaneo, tra malattia, perdita del controllo, responsabilità della relazione. Quando è la vertigine del sesso a generare l'impulso al racconto di un amore.

AH! C’EST MOI!? IL CINEMA-SPECCHIO DI FRANÇOISE ROMAND

Silvia Nugara

Come una Zazie, Françoise Romand semina scompiglio prendendosi gioco delle frontiere tra documentario e finzione, sperimentando forme di messa in scena che interrogano i limiti tra verità e verosimiglianza.

NELL’OMBRA, IL PENSIERO

Luciano Barisone

Grazie alla retrospettiva di Visions du Réel, scopriamo Dominic Gagnon che, dal 2009, ha abbandonato l’idea di filmare la realtà a favore di una ricerca maniacale e una interessante rielaborazione dei filmati di Youtube.

KREUZWEG – LE STAZIONI DELLA FEDE

Silvia Nugara

La via crucis di una ragazzina raccontata con sguardo lucido e ironico. Il film di Brüggemann descrive i profondi travagli dell'adolescenza, lasciando sullo sfondo l'affresco di una comunità priva d'affetto.

TAXI TEHERAN

Silvia Nugara

Orso d'Oro a Berlino 2015, il film di Jafar Panahi è l'ennesimo capitolo di un corpo a corpo con i dettami della repressione: un taxi si apre alla realtà della società iraniana, il cinema rinnova il proprio impegno di libertà.