LA CONVOCAZIONE

Marco Longo

Scegliendo una rigorosa unità di luogo, spazio e azione, il secondo documentario di Enrico Maisto esplora il tema della giustizia come inedito oggetto relazionale, che dischiude la dialettica tra individuo e collettività.

DIRECTIONS

Erasmo De Meo

Presentato a Cannes, il film di Stephan Komandarev si impone come un ottimo esempio di cinema insieme teso e morale, caotico eppure riflessivo, dove le scelte di regia associano all’unità di luogo una molteplicità di livelli narrativi capaci di raccontare un intero paese.

TRE MANIFESTI
A EBBING, MISSOURI

Simone Spoladori

Tra i migliori titoli dell'ultimo concorso veneziano, il film di Martin McDonagh conferma il talento drammaturgico del suo autore e restituisce, in un disinvolto ma riuscito gioco combinatorio fra i generi, un piccolo paradigma provinciale degli Stati Uniti contemporanei.

CORPO E ANIMA

Claudio Panella

Con il suo film, Orso d'oro all'ultima Berlinale, Ildikó Enyedi torna alla regia e alle costanti del suo cinema: l'indagine psicologica di un'umanità di fronte a scelte esistenziali, nell'intreccio tra concretezza e magica spiritualità.

LA RUOTA
DELLE MERAVIGLIE

Francesco Grieco

Tra straniamento cinefilo della messinscena e realismo emotivo della recitazione, l'ultimo film di Woody Allen recupera i temi dei suoi migliori morality play e conferma lo sguardo di un cineasta da sempre fedele ai suoi modelli.

SUBURBICON

Edoardo Peretti

Nel nuovo film di George Clooney il cinismo antropologico dei fratelli Coen, autori della sceneggiatura, si unisce alla visione liberal e politicamente schierata del regista: il binomio funziona fino a quando il presupposto politico non stempera la carica satirica del racconto.

CINEMA IN FUGA

Claudio Panella

Incontro con enrico ghezzi in occasione della prima a Milano di return to white EYELAND (dall’oltreCinema), installazione-ciclorama realizzata da Emiliano Montanari e inserita nel percorso della mostra Enrico Appetito per Michelangelo Antonioni. Sui set 1959-1964.

THE SQUARE

Marco Longo

Il film Palma d'Oro di Ruben Östlund è una divertita indagine sugli interstizi irrisolti della comunicazione contemporanea, una digressione a tavolino sul non detto che grava sulla realtà o sulla sua rappresentazione.

UNA QUESTIONE PRIVATA

Erasmo De Meo

Prosegue il percorso dei fratelli Taviani su identità e memoria: l'opera di Fenoglio permette ai registi di mettere a fuoco il rapporto tra individuo e collettività, con almeno due momenti di forte cinema e una riflessione desolata sulla temporalità delle idee e delle azioni.

LADY MACBETH

Mario Blaconà

L'opera prima del regista teatrale William Oldroyd è una favola nera di soprusi e violenze, che a un ricco dedalo di richiami letterari incrocia una crudele riflessione su rivolta e lotta di classe.