IFFR 2020: OK, BLOOMER.
RETROSPETTIVA
THE TYGER BURNS

Marco Grosoli

Una ricognizione della splendida raccolta di opere che l'International Film Festival Rotterdam ha costruito con film realizzati nell'ultimo anno da cineasti attivi dal 1972 (anno di inizio del festival): è anche nel loro lavoro che va cercato il presente del cinema, perché dimenticarsi che il presente è perpetuamente in tensione con il passato, significa dimenticarsi che cosa sia il cinema.

IFFR 2020:
IPERIONE E L’IPERTESTO

Marco Grosoli

Con le sue iperboliche cinque ore e mezza di durata, Communism and the Net, or the End of Representative Democracy conferma il genio di Karel Vachek: ramificando la riflessione storico-politica sul suo Paese in una miriade di percorsi concettuali fittamente interconnessi, il regista ceco perviene a un ironico, sofisticato, dinamicissimo trattato sul crinale tra l’Istituzionale e l’Organico.

LOCARNO 71:
L’ORGASMO FEMMINILE

Marco Grosoli

Con Gangbyun Hotel Hong Sang-Soo supera i film precedenti e per la prima volta in assoluto lascia tutti gli attriti di coppia rigorosamente fuoricampo, cancellando sempre più ogni estrinsecazione grafica della differenza sessuale, a favore di un’uniformità che, guardata da vicino, si rivela pericolosamente irregolare e incoerente.

LA MORTE È UNA
QUESTIONE DI FORMA

Marco Grosoli

Pardo d’oro 2017, Mrs Fang di Wang Bing mostra gli ultimi giorni di vita della signora Fang, filmando la morte come forma stessa della vita quotidiana e svelando la natura del tempo come incessante emersione della differenza, della discontinuità.

ACCLAMAZIONE
GLOBALE

Marco Grosoli

In Nazidanie, Boris Yukhananov e Aleksandr Shein s’immergono nell’orgia mediatica contemporanea tessendo una fitta trama di connessioni e tracce narrative a partire dalla testata con cui Zidane colpì Materazzi nella finale dei mondiali di calcio del 2006.

L’ARTE DELL’EMICRANIA

Marco Grosoli

Two Weeks in Another Town di Vincente Minnelli smaschera la chimera fondativa del fare produttivo e il mal di testa di chi, rifugiatosi a lungo nell'iperattività hollywoodiana, ora viene restituito alla dimensione dell'essere.

CANNES 70
CONTRO LA NOUVELLE VAGUE

Hazanavicius, in concorso con Le Redoutable, si fa burla di Godard. Per fortuna c'è Dumont: la sua infanzia di Giovanna D'Arco è la folgorazione del festival. E Lanzmann torna in Corea per un viaggio in prima persona.

ELLE

Marco Grosoli

Finalmente in Italia il sorprendente ritorno di Paul Verhoeven, un film cucito addosso al talento di Isabelle Huppert che sovverte di continuo le attese dello spettatore.

LOCARNO 69: CONTRO LA PENETRAZIONE

Marco Grosoli

Un uomo, una donna, un interno, la luce. Figurativamente sfavillante come tutti i film di Bressane, quest'ultimo Beduino è anche una sapiente esplorazione della differenza sessuale e dei termini della sua irriducibilità.

RETROSPETTIVA: AMATO E RIFIUTATO

Marco Grosoli

Una retrospettiva davvero epocale a Locarno 69, che con una settantina di titoli comincia a riscrivere la storia di uno dei periodi più clamorosamente ignorati della storia del cinema: il cinema tedesco dell'era Adenauer (1949-1963).