GUERRA E PACE

Daniela Persico

Il documentario di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti è un lucido film saggio sullo statuto dell’immagine in tempo di guerra e di pace, che partendo da un’idea apparentemente semplice di montaggio dissotterra la materia su cui si basa un immaginario condiviso, e rilegge la storia dello spettacolo bellico alla luce del cambiamento epocale attraversato dallo stesso medium cinema.

RIFKIN’S FESTIVAL

Dario Gigante

To San Sebastián with love. Woody Allen torna in Europa per un’ulteriore, sincera disanima dei suoi tormenti e una dichiarazione d’amore al suo cinema di riferimento.

UN ALTRO GIRO

Davide Perego

Cosa dovrebbe scandalizzare tanto dell'ultimo film di Thomas Vinterberg? Nulla. Il film vincitore dell'Oscar come miglior straniero è debole e privo di eccessi, nonostante venga presentato al pubblico come un'opera controversa e provocatoria.

MATERNAL

Vanessa Mangiavacca

Quello della Delpero è un film di silenzi, di dialoghi ridotti all’essenziale, in cui la regista mette da parte non solo le esplorazioni psicologiche che si prestano a un trauma, ma anche l’approfondimento del contesto sociale dell’Argentina, paese in cui l’aborto è ancora a tutti gli effetti illegale.

MALMKROG

Mario Blaconà

Opera fluviale e testimone definitivo della teleologia stilistica di Puiu, Malmkrog rivela oltre ogni ragionevole dubbio la fine della narrazione come elemento in grado di arrivare fino al nucleo degli eventi, perché compromessa dalla fine ormai totale degli ultimi residui di un modernismo progressivo che si è dimostrato negli anni poco più che una pia illusione.

VEVER
(FOR BARBARA)

Vanessa Mangiavacca

Guardando Vever (for Barbara) viene in mente la parola abbandono nelle sue plurime accezioni: abbandono inteso come lasciarsi andare a suggestioni e connessioni, abbandono materiale di immagini di un film mai realizzato e abbandono di una modalità prestabilita di fare cinema antropologico a favore di un’immersione totale con le persone e le popolazioni filmate.

ADOLESCENTES

Giulia Bona

Sébastien Lifshitz riprende la vita quotidiana delle amiche Emma e Anaïs seguendole dai 13 ai 18 anni, e ribalta la narrativa tradizionale del coming of age lasciando che siano i volti e corpi delle due protagoniste a raccontare cosa voglia dire essere adolescenti oggi.

GUNDA

Martina Scalini

Nel suo ultimo documentario Kossakovsky vuole apertamente scoperchiare l’argomento del mancato rapporto tra umano e animale rendendolo visibile allo spettatore, invitandolo a essere presente e a prendere una posizione. Per questo Gunda è un film fortemente politico, il cui messaggio, mai esplicitato, è chiaro e ci fissa da subito negli occhi.

GLI EROI NON
MUOIONO MAI

Alice Michielon

Distribuito sulle piattaforme in streaming su iniziativa del My French Film Festival, il lungometraggio d'esordio di Aude Léa Rapin corteggia il mockumentary nel tentativo di raccontare il peso della perdita e la ricerca della propria identità, tra i fantasmi del conflitto bosniaco.

SHIRLEY

Vanessa Mangiavacca

In Shirley Josephine Decker ripercorre gli stessi schemi semiotici e i medesimi afflati adottati da Shirley Jackson nelle sue opere. Il suo è il film a cui poter fare riferimento per il ripensamento del biopic, un genere che poco spesso cerca di superare i propri limiti.