UN CINEMA CHE ANNULLA LE DISTANZE

Daniela Persico

Tra i produttori che meglio si sono affermati negli ultimi anni c'è Paolo Benzi di Okta Film: dobbiamo a lui il cinema di Alessandro Comodin, ma anche Redemption di Gomes e Louisiana di Minervini.

AH! C’EST MOI!? IL CINEMA-SPECCHIO DI FRANÇOISE ROMAND

Silvia Nugara

Come una Zazie, Françoise Romand semina scompiglio prendendosi gioco delle frontiere tra documentario e finzione, sperimentando forme di messa in scena che interrogano i limiti tra verità e verosimiglianza.

NELL’OMBRA, IL PENSIERO

Luciano Barisone

Grazie alla retrospettiva di Visions du Réel, scopriamo Dominic Gagnon che, dal 2009, ha abbandonato l’idea di filmare la realtà a favore di una ricerca maniacale e una interessante rielaborazione dei filmati di Youtube.

1+1=11.
INTERVISTA A DOMINIC GAGNON

L. Barisone, M. Moussa, G. A. Nazzaro

Conversazione con il regista canadese sul suo particolarissimo "cinema d'osservazione". Un puzzle prismatico elaborato attraverso un montaggio associativo la cui forma finale si svela solo in corso d'opera.

ELOGIO DELLA SINGOLARITÀ

Pietro Renda

Libertà è il termine che meglio descrive il cinema di Rozier: una libertà ostinata, così vitale da sembrare autosufficiente e, al contempo, così fragile da lasciar presagire l'incertezza del futuro.

LE MILLE E UNA TESTIMONIANZA

Jacopo Favi

L'uscita del cofanetto Shoah and Four Films After Shoah ci ricorda quanto Lanzmann senta ancora la necessità di insistere nella mappatura dell'evento che più di tutti segna la zona d'indifferenza tra l'umano e l'inumano.

EMIGRANTI IN UNA NUOVA TERRA

Giuseppe Fidotta

Il realismo di The Emigrants e di The New Land, dittico di Jan Troell, prova le capacità espressive del cinema di coniugare l’introspezione e la critica sociale, l’effimero e l’epocale, il quotidiano e la Storia.

FIGURE
DI GUERRA

Nicolò Vigna

Il cinema di Sylvain George tenta da sempre di cogliere un divenire non lineare, strettamente connesso all'azione, alle mutazioni e al cambiamento. Ogni tentativo di rappresentazione di una storia è falso.

BERLINALE 66: LORO CREDEVANO

Giampiero Raganelli

Vincitore dell'Orso d'argento, A Lullaby to the Sorrowful Mystery di Lav Diaz è l'opera primigenia in viaggio verso il passato delle Filippine: la rivoluzione della fine del XIX secolo e la fucilazione del patriota José Rizal.

BERLINALE 66: LA RESPONSABILITÀ DEL FUTURO

Elisa Cuter

Ne L'avenir, film vincitore dell'Orso d'argento alla Berlinale per la miglior regia, Mia Hansen Løve ritorna a una storia personale che si apre a una riflessione sulla libertà dell'individuo nella postmodernità.