CITY HALL

Giulia Bona

Wiseman apre le porte del municipio di Boston, mostrando quanto sia ramificata l’amministrazione di una metropoli e rivelando allo stesso tempo un’utopia possibile ed esportabile su larga scala, in netta antitesi con l'America di Trump.

POPOLI 61:
IL TEMPO LUNGO
DEL CINEMA

Marco Longo, Carlotta Centonze, Giulia Bona

Le Fils de l’épicière, le Maire, le Village et le Monde di Claire Simon documenta l'avventura culturale che dal villaggio di Lussas ha generato la piattaforma Tënk; Eskere di Alessandro Abba Legnazzi testimonia la vita interiore di quattro adolescenti native digitali; Bring Down the Walls di Phil Collins documenta la nascita della house music in risposta alle storture del sistema giudiziario statunitense.

POPOLI 61:
L’IMPULSO DEL CAOS

Chiara Grizzaffi, Giulia Bona, Vanessa Mangiavacca

Nel Concorso internazionale il desktop documentary di Chloé Galibert-Laîné incrocia il film-saggio all'indagine poliziesca, mentre il lavoro di Dieudo Hamadi affronta la rimozione, da parte della società congolese, del recente conflitto tra Rwanda e Uganda; la sezione Let the Music Play ospita l'appassionante ricognizione di Lisa Rovner sulle musiciste pioniere dell'elettronica.

POPOLI 61:
VIAGGIO AL CENTRO
DELLA TERRA

Mario Blaconà, Marco Longo, Giulia Bona

In Doc Explorer Ben Rivers persegue l'originale meraviglia dello sguardo scoprendo un cinema indipendente dal mondo; nel Concorso Italiano Duccio Chiarini parte dalla sua famiglia per sondare il rimosso fascista di una nazione; Edoardo Zucchetti segue Patti Smith nei molti atti d’amore che la legano a Firenze.

ROUBAIX,
UNE LUMIÈRE

Giulia Bona

Arnaud Desplechin torna nella sua città natale, a Roubaix, e indaga la comunità che la abita. Abbandonando l’azione del poliziesco, nel suo ultimo lungometraggio il regista viaggia tra noir e racconto sociale e psicologico, scavando nelle pieghe dell’anima di personaggi soli, disperati, abbandonati e umanissimi.

RI-MONTARE LA FINE

Giulia Bona

Una riflessione sulla pratica di ri-montaggio e riuso filmico attraverso il saggio visuale del regista francese Bertrand Bonello, che partecipa al progetto Finite Rants della Fondazione Prada. Il punto di partenza è la scena finale del suo Nocturama, film spesso incompreso, qui osservato da una nuova prospettiva.

L’HOTEL DEGLI AMORI SMARRITI

Giulia Bona

La stanza d’albergo 212 si trasforma, per una notte, in un palcoscenico dove Maria osserva la sua vita a distanza di sicurezza. Teatro, cinema, storia d’amore: l’ultimo film di Christophe Honoré è un brillante gioco di sogni che prendono corpo.

THE FAREWELL

Giulia Bona

Nata in Cina ma cresciuta in America, la regista Lulu Wang riversa la sua esperienza in una storia semi-autobiografica. Il suo secondo lungometraggio è il delicato racconto di una famiglia che si riunisce grazie a una bugia buona.

DIO È DONNA
E IL SUO NOME È PETRUNYA

Giulia Bona

Una stortura sconvolge le fondamenta di una società patriarcale e maschilista: il suo nome è Petrunya ed è la donna che la regista macedone Teona Strugar Mitevska elegge a inusuale eroina nella sua commedia brillante femminista.

MIDSOMMAR

Giulia Bona

Una fitta simbologia riveste il secondo lungometraggio di Ari Aster, simile un rituale che si mostra in tutta la sua follia creatrice alla luce di un sole che non tramonta mai, nel contesto idilliaco e disturbante di una comunità pagana in Svezia.