LA VITA SEGRETA DEGLI OGGETTI

Mark Rappaport

Proponiamo per la prima volta al pubblico italiano tre pezzi tratti da Rouge, rivista online edita tra il 2003 e il 2009, seminale nell'ambito della "nuova cinefilia". A cominciare da uno studio ironico e dettagliato sull'arte del riciclo scenografico a Hollywood.

TOO BIG,
TOO FAILED

Marco Grosoli, Gabriele Gimmelli

Un percorso anomalo nel cinema hollywoodiano degli anni Sessanta e Settanta, dalle prime crepe nello Studio System al “ritorno all'ordine” dei movie brats. Quando l'America dei sogni si tramutava nell'America degli incubi.

FALLIMENTO INSURREZIONALE

Max Köhler

Ceux qui font les révolutions à moitié n'ont fait que se creuser un tombeau di Mathieu Denis e Simon Lavoie prende il via dalla rivolta studentesca in Québec del 2012 per indagare la trappola tra terrorismo e narcisismo filmico.

GOODBYE CINEMA[S]

Luca Peretti

Primo capitolo di un reportage dedicato alle sale cinematografiche abbandonate. Dietro ogni sala c'è una storia, intorno a ogni edificio un territorio: tra incuria e desolazione, è possibile ricostruire il senso collettivo della fruizione cinematografica.

CANNES 70
IL CINEMA
E IL SUO DOPPIO

Ozon cita De Palma alla sua maniera in L'amant double, presentato in concorso, mentre in 24 Frames Kiarostami consegna il suo addio con un inno al cinema, luce del mondo.

CANNES 70
THE NEON NIGHTMARE

I fratelli Safdie, per la prima volta in concorso ufficiale a Cannes, danno uno scossone alla competizione con l'adrenalinico Good Time. Fuori concorso, Depardon racconta i meandri burocratici della follia con 12 jours.

CANNES 70
IL GIARDINO DELLE VERGINI ASSASSINE

Non convince The Beguiled di Sofia Coppola, remake del classico di Don Siegel, di cui non sa ricreare il fascino morboso. Sorprende nella sezione Un certain regard Tesnota (Closeness) del giovanissimo Kantemir Balagov, guidato dall'indomita bellezza della sua protagonista.

CANNES 70
ODE ALLA LUCE

Nella competizione principale non convince del tutto Hikari, poetico mélo di Naomi Kawase. Alla Semaine torna Yann Gonzalez con il corto Les Îles, colmo di riferimenti pop, pittorici e alla fotografia camp.

CANNES 70
IL FANTASMA DELLA BORGHESIA

In Happy End di Haneke un bellissimo angelo sterminatore veglia sulla dissoluzione della famiglia borghese. La stessa raccontata da un Lanthimos ormai di maniera. E alla Quinzaine arriva Leonardo Di Costanzo.

CANNES 70
CONTRO LA NOUVELLE VAGUE

Hazanavicius, in concorso con Le Redoutable, si fa burla di Godard. Per fortuna c'è Dumont: la sua infanzia di Giovanna D'Arco è la folgorazione del festival. E Lanzmann torna in Corea per un viaggio in prima persona.