ALCHIMIA POST-INDUSTRALE: IL CINEMA DI FJ OSSANG

Tommaso Isabella

Espressionismo e punk, cinema classico e poesia d’avanguardia: il cinema come terreno di contaminazione e sovversione, miscela esplosiva che chiama le arti all’insurrezione permanente.

IL POETA DEL TEMPO SOSPESO: SUL CINEMA DI WERNER SCHROETER

Philippe Dijon de Monteton

Eika Katappa e La morte di Maria Malibran: i primi due lungometraggi del cineasta più marginale, fragile e incompreso del nuovo cinema tedesco. Folli e anticonvenzionali, omaggi al pathos tragico dell'opera lirica.

L’IRREVOCABILE LIBERTÀ: GLI ESORDI DI JERZY SKOLIMOWSKI

Claudio Di Minno

Rysopis, Walkower e Barriera: i primi film del regista polacco hanno al centro lo stesso protagonista, un antieroe solitario, insofferente ad ogni autorità, per il quale l'amore è un attimo fuggevole e la Storia un inganno.

QUALCOSA DI REALE: LINGUAGGIO E PERTURBAZIONE IN NĚCO Z ALENKY

Pasquale Cicchetti

Il BFI pubblica una nuova edizione di Alice, capolavoro di Jan Švankmajer, legato al circolo surrealista di Praga e tra i più grandi registi d’animazione viventi. Libera interpretazione del classico di Carroll.

ASFALTO CHE SCOTTA

Roberto Curti

Nonostante una lavorazione infernale, segnata da piogge torrenziali, finanziamenti insufficienti e infortuni, Vite vendute è uno dei capolavori di Clouzot: un noir tragico e beffardo, dalla suspense snervante.

THE UNHOLY ONE: 4 FILM DI TOD BROWNING

Gabriele Gimmelli

Da Uomini nella notte a Freaks, passando per Lo sconosciuto. Il cofanetto DCult offre l'occasione di ricostruire il periodo di maggiore felicità creativa di un cineasta in gran parte ancora da scoprire.

TRAMONTI D’AUTUNNO: IL CINEMA MUTO DI NARUSE MIKIO

Giampiero Raganelli

Con Ozu e Mizoguchi è uno dei grandi registi del cinema classico giapponese ma, dei tre, è anche quello che ha goduto di minore popolarità e attenzione critica in Occidente. I suoi primi capolavori in un cofanetto Criterion.

VINCENT DIEUTRE: UN’INTIMITÀ ESPANSA

Manuel Billi

Tra intimizzazione dello spazio pubblico e esteriorizzazione dell'intimità, il regista francese torna nella Bologna che conobbe durante i '70, racconta Parigi attraverso uno dei suoi quartieri più vivi e l'amore come rivoluzione.

NICK RAY: BIGGER THAN CINEMA

We Can't Go Home Again, il film testamento di Nicholas Ray. Un'opera radicale che racchiude in sé il documentario e la finzione, la memoria del Classico e l’inquietudine del Moderno, la tradizione e la sperimentazione.

L’ESISTENZA NEGATA DEL CINEMA IN TV

Emanuele Tealdi

Un claustrofobico bianco e nero, i personaggi immobili tra le macerie sotto un cielo opprimente. La Cineteca di Bologna edita il primo di due cofanetti dedicati alla memorabile televisione cinica di Ciprì e Maresco.